Mitchell Askew spiega cosa significano i 15 milioni di BTC inattivi per la prossima mossa di Bitcoin
Punti chiave
- •La supply dei long-term holder ha raggiunto il massimo storico di 15 milioni di BTC quest'estate, pari a circa il 70% dell'offerta massima di Bitcoin di 21 milioni.
- •Il responsabile di Blockware Intelligence Mitchell Askew sostiene che l'ampia quota di monete dormienti lascia una supply circolante limitata e potrebbe sostenere ulteriori guadagni di prezzo.
- •Gli spot Bitcoin ETF, lanciati negli Stati Uniti a gennaio 2024, hanno creato un canale istituzionale regolamentato, e i loro flussi giornalieri indicano il ritorno degli acquirenti istituzionali.
- •La forza del prezzo di Bitcoin è persistita nonostante un aumento dei tassi della Federal Reserve e il fallimento del Clarity Act, una proposta di legge statunitense sulla struttura del mercato crypto.
- •L'intervista affronta anche un possibile superamento del ciclo di halving quadriennale, i data center AI che sottraggono potenza di calcolo alla mining e una tendenza verso drawdown meno profondi.

Bitcoin sta reagendo al rialzo nonostante un aumento dei tassi della Federal Reserve e il fallimento del Clarity Act, una proposta di legge statunitense sulla struttura del mercato crypto, e i dati on-chain suggeriscono che la pressione di vendita potrebbe essere quasi esaurita.
In un'intervista video pubblicata da Bitcoin Magazine, Mitchell Askew, responsabile di Blockware Intelligence, analizza la supply dei long-term holder, che ha raggiunto il massimo storico di 15 milioni di BTC quest'estate. Rapportata all'offerta massima di Bitcoin di 21 milioni di monete, ciò significa che circa il 70 percento di tutti i bitcoin che esisteranno mai è oggi conteggiato come partecipazioni a lungo termine — un indicatore utilizzato dagli analisti on-chain per stimare quanta supply circolante rimane disponibile per i nuovi acquirenti. Askew spiega perché così tante monete ferme segnalano un maggior margine di crescita del prezzo e condivide cosa rivelano i flussi dei Bitcoin ETF sul ritorno degli acquirenti istituzionali sul mercato. Gli spot Bitcoin ETF, lanciati negli Stati Uniti a gennaio 2024, hanno aperto un canale regolamentato e quotato in borsa per l'esposizione istituzionale, e le loro rilevazioni giornaliere dei flussi sono da allora diventate uno degli indicatori della domanda più seguiti in questa classe di attivi.
La conversazione si allarga poi oltre il prezzo: i capitoli affrontano perché il ciclo di halving quadriennale — il programma predefinito di Bitcoin che dimezza le ricompense dei miner all'incirca ogni quattro anni — potrebbe stare venendo meno, come i data center AI stanno sottraendo potenza di calcolo ed energia alla mining di Bitcoin, e cosa significa per i miner un mercato ribassista dell'hash rate, prima di passare all'economia generazionale, dal perché la Gen Z non compra case alla questione se questa generazione risparmierà mai in bitcoin, e se i drawdown di Bitcoin stanno diventando meno profondi. Per i lettori che seguono il tema, i due dataset su cui si basa Askew — la supply dei long-term holder e i flussi degli ETF — si aggiornano regolarmente, rendendoli gli indicatori naturali da monitorare nei prossimi.
L'intera discussione è organizzata nei seguenti capitoli:
- 0:00 — Mitchell Askew di Blockware Intelligence sul rally di Bitcoin
- 0:22 — La pressione di vendita di Bitcoin è esaurita? La supply dei long-term holder
- 1:36 — Flussi dei Bitcoin ETF e ritorno degli acquirenti istituzionali
- 2:36 — Perché il ciclo di halving quadriennale si sta rompendo
- 4:06 — I data center AI sottraggono potenza di calcolo alla mining di Bitcoin
- 5:56 — Il mercato ribassista dell'hash rate: i Bitcoiner dovrebbero preoccuparsi?
- 6:58 — Energia stranded, mining globale e arbitraggio con i data center AI
- 8:12 — Perché la Gen Z non compra case
- 9:58 — La Gen Z risparmierà mai in Bitcoin?
- 11:26 — Drawdown meno profondi e futuro dei cicli di Bitcoin
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Questo post, Mitchell Askew spiega cosa significano i 15 milioni di BTC inattivi per la prossima mossa di Bitcoin, è apparso per la prima volta su Bitcoin Magazine ed è scritto da Patrick Green.